Saturday, December 11, 2010

La mia ultima lettera a papa'.

Caro Papa',

da quando ci hai lasciati, la mia vita e' letteralmente andata a rotoli. Ma questo gia' lo sai. Non e' per questo che scrivo.

La tua assenza ha scavato un solco nel mio animo, piu' grande di quello che avrei mai potuto anticipare.
Eppure, tante volte ti ho odiato e ho desiderato di non vederti mai piu', per tutte i momenti terribili che ho vissuto in tua presenza. Quello che mi faceva piu' male erano i tuoi modi, le tue maniere di gestire e dominare me, Fortu e Luca e mamma. Quando ti arrabbiavi, quando esigevi certi comportamenti, quando ci picchiavi perche' non ti lasciavamo dormire il pomeriggio, quando le tue frustrazioni prendevanoil sopravvento su di te, diventava difficile capire che ci volevi bene - se ce ne volevi in quei momenti. Spesso, ho pensato che, come figli, eravamo solo un intralcio alla tua vita, alla tua liberta'. La maggior parte delle volte, era evidente che volevi liberarti di noi. Ci lasciavi dai nonni, anche dai tuoi fratelli. La scusa? per lavorare...la verita? Chissa? lo sai solo tu. Ma quando a casa facevi storie con mamma, quando comaprivano giornaletti pornografici, quando la picchiavi, era evidente che c'era qualcosa di seriamente sbagliato nella tua vita.
Era per questo che ho sempre cercato di evitarti. La paura delle tue reazioni e del vero te, era piu' forte di ogni cosa e prefervo starti lontano anzicche' cercare il tuo amore.
Non mi e' mai piaciuto come trattavi mamma. Te ne prendevi gioco, la usavi e la maltrattavi. Come pensi che un figlio poteva sentirsi di fronte a questo spettacolo? Tu non mi hai mai offerto la protezione di cui, non solo io, avevo bisogno, ma solo il terrore, la paura di sbagliare e di rovinare tutto. Non mi hai mai permesso di essere me stessa, di capire chi sono. I miei sogni non esistevano, esistevano soltanto i tuoi per me e per te. L'ironia e' che io ho iniziato a credere nei tuoi sogni - ma sempre per paura, paura di deluderti e sbagliare e scatenare altre tue reazioni violente. Ho lavorato per realizzare quei sogni e quando, finalmente, potevamo iniziare ad essere una famiglia vera - con amore e tutti vicini- tu ti sei tirato indietro e sei addirittura evaso da questa vita. Ci hai lasciati all'improvviso e con tanta tragicita'.
Adesso io continuo ad essere la tua vittima. Lo shock della tua scomparsa mi ha distrutta dentro e fuori. Ho perso la testa, ho perso controllo del mio corpo. Sto perdendo la mia famiglia, i miei figli ed un marito fantastico, e sto distruggendo mia madre. Tutto perche' tu hai creato uno stato di confusione dentro di me dall'inizio della mia vita. Io non so piu' chi sono e a cosa servo. Ci avevi sempre pensato tu a definirmi. Ora te ne sei andato , ma continui a tormentarmi nei miei pensieri piu' cupi.

Vorrei che una volta per tutte, mi lasciassi in pace. O anzi, che mi aiutassi ad uscire da questo dramma che sto vivendo ogni giorno. So che puoi intervenire - lo sento - ed e' l'ultima cosa che ti chiedo.
Io ho fatto tanto per te, padre caro. Anche tu hai fatto tanto per me, lo so. Il fatto e' che seppure lo hai fatto, io non ne ho molta memoria. Ho solo brutti ricordi di te. Vorrei cancellarli tutti. Ma non so ancora come.
Vorrei trovare il modo di conciliare quello che eri nella tua violenza e rabbia con quello che riuscivi ad essere nella tua generosita' e premura, con gli altri, con i miei bambini, con Mark e anche con me in eta' adulta.
Mi dispiace confessare che ho desiderato la tua morte, perche' non ne potevo piu'. Ma quando e' davvero successo, ho perso te e anche me stessa. Ora non so piu' chi sono e non so come uscire dal vortice in cui sono sprofondata.
Parte di me desidera la stessa morte che io ho desiderato per te. E' il mio modo di scappare via, perche', come te, non so combattere e non ho uno spirito ottimista.

In chiusura, non so se ti odio o ti voglio bene. Mi dispiace essere cosi cruda. Spero che potrai perdonarmi per questi miei sentimenti.
Tua Carmen



Tuesday, November 16, 2010

What I Understood today

"Caretaking" is the word of the day.
Caretaking takes place when we anticipate other people's needs in fear of a possible reaction they might have. Caretaking is different from compassion. Caretaking is actually a selfish act that we do to avoid situations that might arise otherwise. Compassion is feeling sorry for someone without the presumption of wanting to solve their problems for them or taking away their feelings of sorrow from them.
I learned that I need to stop feeling responsible for what others might be going through in their life and that I need to trust their ability to cope with life and whatever feelings they are going through.
I have done this all my life in regards to my parents but also in with anyone else. I have always felt responsible. Apparently, it was the child in me.
Now, as an adult, I need to learn how to let go and trust in people's ability to deal with their lives on their own.

I have also learned that with my children, I need to allow them to experience sadness and unhappiness when they come. I should not repress and deny their feelings. Instead I should hug them, and let them know that I am there with them - ready to help.

As I was growing up, feelings, good and bad ones, were not allowed. It was always about being quiet, performing in the right way, and working hard.

I wish I could be reborn and start all over again.

Tuesday, November 9, 2010

Riflessioni su mio padre

When we expose our children to our anger and frustration, what we really communicate to them is that they are responsible for our anger, while, in reality, we are the only ones who can control and dissipate our feelings of frustration. From the child's perspective, he gets the illusion that he can "control" his parent's anger by suppressing certain behaviors and promoting others that will instead (or so he thinks) please the parent. The truth is that this is only an illusion. The child has no power. The parent does and the child will never win against such type of parent.

Which explains why no matter how hard I tried to "please" my father, in reality he always had his agenda and what he did and thought was never affected by my good actions and good will, even in my adulthood.

Monday, November 8, 2010

PRAIANO



In ricordo di una fantastica vacanza per i bambini - non tanto per me, a causa dei miei malori- inizio questo blog di pensieri e, spero, creativita'.

Amo i miei figli e il mio principe azzurro, Mark. Sono grata a loro per tutti i bei ricordi.


Una campana che suona ogni ora.
La bianca scia spumosa delle barche.
Il mare che abbraccia il cielo all'orizzonte.
Il bianco delle mura, l'azzurro del mare, il viola delle bouganvilles.

Gradini che scendono alla spiaggia di sassi.
Vanno su e giu' per viuzze e terrazze panoramiche.
Sole brillante e cocente
asciuga il sale sulla pelle.
Autobus, bolidi in curva.
Autista si pulisce un orecchio con il mignolo
e poi lo mette in bocca.

Pizza sulla spiaggia a Positano.
La Madonna benedice il mare.
Come sardine in una latta arancione per tornare a casa.