Da poco più di un anno abitiamo ad Orlando, FL. È stata e continua ad essere un'esperienza ricca di sorprese negative, inaspettate, che ti lasciano semplicemente senza parole. Parlo del livello intellettivo della gente per finire al modus vivendi delle stesse persone. Non ho ancora capito bene come impieghino il proprio tempo oltre a lavorare, fare sport, mangiare e bere, e parchi di divertimento Disney e Universal. In realtà non mi sembra ci sia molto altro.
Non c'è dove andare a passeggiare per divagarsi, ad ammirare qualcosa di bello, tranne la natura in pochi posti in cui come donna sola non mi sento a mio agio di andare. Non c'e' posto dove poter andare a nutrire il proprio cervello di qualcosa di più elevato, che ispiri a diventare una persona migliore o a fare qualcosa di meglio e di nuovo.
Ho trascorso gli ultimi 13 mesi praticamente agli arresti domiciliari. Se pensavo che sei mesi di inverno Bostoniano fossero tosti, non avevo preso in considerazione gli anni interi che si possono trascorrere chiusi in aria condizionata perché fuori non c'è assolutamente nulla da fare, tranne la spesa o mangiare fuori.
Per fortuna abitiamo nel "regno incantato' di Keene's Pointe, dove si può camminare o andare in bici per km, in viali alberati di case, interrotti da qualche stagno artificiale qua e là, che dopo un po' diventano monotoni e pesanti.
Sto cercando di capire quale sia la lezione da imparare. Luca ha suggerito la gratitudine. Ma la gratitudine per cosa? Per quello che avevo e non ho più? o per quello che ho nonostante tutto ciò che non ho più? O per quello che ho e che potrei non avere?
Sono settimane che penso alla scrittura "Man is that he may have joy." Sto cercando di capire cosa sia la gioia e cosa fare quando non si prova più gioia in nessun angolo di vita, dall'amore alla vita famigliare, da quella personale alla vita spirituale. Cosa fare quando attorno a noi non c'e' nulla che ci stimoli, che ci ispiri ; quando non c'è nulla che dia la carica e ci faccia svegliare pieni di entusiasmo la mattina? In altre parole, come faccio ad essere grata del negativo? E se decido di non accontentarmi e di pregare per un cambiamento, sono ingrata e inaccontentabile? O forse sono malata? Depressa? Si, un caso clinico? Ho il male di vivere?
Quando parlo con mio marito, il suo atteggiamento e sempre quello di sopportare, di prenderla come viene, di accontentarsi. Insomma, di farsi violenza anche quando le situazioni che viviamo non ci fanno stare bene. È come se volesse dirmi che i veri cristiani fanno così, scegliendo di stare bene pur di mentire a se stessi.
Ma allora Dio è un essere crudele, che ammazza la nostra personalità e creatività in virtù di valori come l'obbedienza, la gratitudine, il freno delle nostre emozioni etc. etc.
Il fatto è che non credo, né prima di venire qui né eventualmente dopo questo triste capitolo, di essermi mai data alle scelleratezze e alla depravazione. Credo di essere stata comunque una persona tranquilla, caritatevole - quando possibile - generosa, altruista, ospitale, coscienziosa, puntuale, e anche simpatica.
Quindi, se decido di cambiare, dovrò sentirmi in colpa?? Sarò punita? Sarò considerata ingrata? la mia vita peggiorerà? Non l'ho ancora capito...
Se potessi avere una bacchetta magica, andrei via subito, senza pensarci due volte, cercando di dimenticare questi mesi il prima possibile.
Ma al momento è impossibile.
Sono una donna intelligente ma stupida perché non ho saputo prevedere una situazione del genere.
Dopo 25 anni dedicati alla famiglia, a crescere i figli e a lavorare qua e la' in realtà non ho concluso nulla che potrebbe darmi adesso l'autonomia per fare la valigia e scappare via di qua. Sono al 100% dipendente da un uomo che è assolutamente uno stronzo. Non ci sono altre parole per descriverlo. Nella sua incapacità di gestire la sua vita professionale sta portando questa famiglia allo sfascio, nascondendosi dietro strategie di "fare soldi" destinate al fallimento. Lo odierò sempre per questo, per non essere leale con se stesso e con me e i suoi figli, per essere un pagliaccio senza sostanza. Lo avessi capito prima dubito che lo avrei sposato. Credo che sia stato un pagliaccio con me fin dall'inizio, proclamando di essere ciò che non è.
Io ci sono cascata. Perché sono una persona semplice, ingenua, fessacchiotta. Ma ora cosa me ne faccio di tutte queste qualità inutili???
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