Friday, March 27, 2020

DIARIO DI UN CONTAGIO: CORONA VIRUS 2020

All'improvviso è sceso un velo buio sull'umanità tutta.  Nel giro di pochi mesi una malattia che sembrava essere limitata alla zona di Whuan -Cina, si è trasformata in una pandemia, a dispetto di tutti gli scettici che si ritenevano superiori e intoccabili, sia a livello di governi e capi di stato sia a livello individuale.

Si tratta di un nemico invisibile, forte e sconosciuto che ha praticamente ucciso tutti i rapporti sociali - tutto ciò che rende l'uomo uomo - isolandolo nella propria  piccola casa in attesa che il male passi e isolandolo nella sofferenza e nella morte, visto che i pazienti gravi vengono immediatamente isolati nei reparti ospedalieri e chi non ce la fa, muore in assoluta solitudine.

Mi vengono in mente varie immagini e versi: in una delle sue canzoni "Le vie dei Colori," Claudio Baglioni parla  di "un viaggio che ognuno fa solo con sé, perché non è che si va lontano..." Avevo sempre pensato che parlasse della morte, ma rileggendo il testo mi sono resa conto che parlava della scoperta personale per un miglioramento interiore. Però mi resta l'immagine del viaggio della morte a livello individuale... il virus ci uccide in solitudine.

L'essere chiusi in casa con le nostre famiglie e la calma che regna fuori per le strade mi fa pensare agli ebrei dei campi di concentramento, fatti assemblare nelle sale docce, per quella che sembrava una buona causa - la doccia- per essere poi tutti annientati, piano piano, con i gas letali.

E come posso non pensare alla decima piaga d'Egitto dell'Angelo della Morte, che uccise tutti i primogeniti, tranne quelli delle famiglie le cui porte di casa fossero unte con il sangue di un agnellino. Chi sarà risparmiato da questa piaga? Quali sono i requisiti per poterne uscire vincitori?

Siamo tutti mine vaganti, in grado di "esplodere" in qualsiasi momento. Non sono malata oggi, ma potrei esserlo domani o dopo domani.

La tv dice "È una pandemia senza precedenti, una crisi sanitaria mondiale che affligge le nazioni più sviluppate."

Non riesco a non domandarmi quale sia lo scopo di tutto ciò agli occhi di Dio:
"Bruciare le sterpaglie nella vigna che non producono frutto? Re-innestare vari rami nei vari alberi della vigna?" (Allegory of the olive tree - Jacob 5, Book of Mormon)

O forse è un modo per fare un po' di "disruption," per smuovere gli animi degli uomini e per "forzare" i suoi servitori a trovare nuove vie per diffondere il Vangelo? Per aiutarci a fare ordine nelle nostre vite e a dare priorità alle cose più importanti?

In TV qualcuno sta dicendo che abbiamo tre armi per vincere il nemico:

-Collaborazione di tutti i cittadini a rispettare le regole
-Operatori sanitari
-Diffusione dell' informazione in maniera trasparente e corretta

Come sempre dimenticano la fede e la preghiera... just saying.....

"The Egyptians will know that I am the Lord!"

Cambiando leggermente argomento: Simon sta svolgendo la sua missione a Roma - a Ladispoli in questo momento. È al termine della terza settimana chiuso in casa... il lavoro missionario pero non si ferma e non conosce ostacoli, almeno nella sua missione e in quella di Milano, i cui presidenti, amici già dal loro rione in Idaho, sono in stretta collaborazione e sintonia. Una coincidenza che si conoscessero già prima di essere chiamati in missione? Grazie alla tecnologia e internet illimitato, questi poveri ragazzi riescono ad insegnare dallo schermino del loro telefonino - che si trasforma cosi in una piccola arma potente per Dio!

Luca è a BYU - I corsi sono tutti stati trasferiti online, ma, nonostante ciò, resta là per "godere" fino all'ultimo della compagnia della sua ragazza - Alesha.

Io, Mark ed Eleni siamo a casa, a Windermere. La ns casa sarà nostra solo per un altro mese. Dopo di che sarà venduta e noi saremo "homeless." I piani erano di tornare a Boston - ma chissà se ci riusciremo - o se Dio non ci sta preparando ad altro. Dentro di me ho un grande terrore che possa succedere qualcosa a Mark...

Mi fermo qui e inizio quello che spero possa essere il mio Diario del Contagio, con osservazioni e piccoli dettagli della quarantena, a livello quotidiano.


Day 1

Ho lavato i miei vestiti del tempio e ordinato delle nuove calze bianche - le vecchie erano rotte. Così, mi trovo avvantaggiata per la sepoltura - che spero non sia in Florida...

Day 2

Shopping al mercato presto la mattina, lungo giro in bici nel "regno incantato," pomeriggio tranquillo a casa ad ascoltare un podcast sulla Prima Visione e un tuffo in piscina. Hamburger e film per terminare con una telefonata a mezzanotte che ci avvertiva che i ladri sono entrati nello studio di Jacksonville.

Day 3

negli ultimi 10 anni più o meno, quando andavo in malinconia, mi mettevo a pensare agli altri posti nel mondo che avevo visitato- Parigi, Londra, Roma , Salerno, Amalfi- e pensavo che in ognuno di quei posti ci fosse vita e che stesse succedendo qualcosa di speciale. Adesso la malinconia sale ancora di più se penso che ogni luogo del mondo corrisponde alla mia realtà statica e che tutti vivono la mia vita. L’alternativa ora è solo una morte veloce, senza fiato e solitaria.
Cosa pensa Dio?

Day 4
nonostante il mondo di sia fermato, il cammino della fede va avanti.

Day 5
mai viste tante persone a passeggio x il quartiere.

Day 6
sembra di essere nel film Groundhog Day.

Day 8
Anche negli oroscopi c’è social distancing.

5 Aprile

I waited for the Lord, he inclined unto me,
he heard my complaint.
O blest are they that hope and trust in him.

 



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