Friday, March 27, 2015

Rinnovare Casa

Quando in eta' adulta si crea la propria casa, lo si vorrebbe farlo cercando di ricreare la casa della propria infanzia, per ricreare quei momenti di dolcezza e uno spazio in cui ci si sentiva sicuri e amati.
A volte aggiungiamo a questo spazio nuove abitudini e nuove idee che abbiamo acquisito strada facendo, per arricchire ancora di piu' l'eseperienza. Altre volte, invece, e' necessario demolire tutto e  ricostruire tutto da zero. Questi sono i casi in cui i ricordi dell'infanzia sono caratterizzati dall'assenza di uno spirito positivo, dalla presenza di situazioni violente e da uno stato generale di insicurezza ed incertezza.

Questo e' stato il mio caso - o almeno io l'ho percepito cosi'. E se l'ho percepito cosi' - essendo bambina - non so quanto sia stato colpa mia. Vivevo in uno stato di terrore: se non portavo a termine i compiti affidatomi nella maniera desiderata da mio padre, le conseguenze erano punizioni corporali e abusi verbali Se ci comportavamo da bambini quali eravamo, mentre lui dormiva, venivamo picchiati, messi alla porta in mutande e magliette, chiusi fuori il balcone. La domenica pomeriggio, quando tutti i negozi erano chiusi, i miei riposavano al pomeriggio. Avevano i loro rapporti e poi mio padre si svegliava, mi chiamava  e pretendeva che scendessi a comprargli acqua minerale, perche' aveva sete dopo le sue "fatiche". Avevo poco piu' di otto anni quando questo inizio' a sucedere. Non era semplice andare a trovare un posto aperto che vendesse acqua minerale... ma dovevo farlo e in un preciso arco di tempo, altrimenti, erano guai.

In tutto questo, mia madre non si e' mai schierata a nostra / mia difesa. Era completamente muta. Compiacente o vittima? Non saprei. Ma come madre, oggi, posso dire che se fossi stata in lei, mi sarei schierata contro le pazzie di mio marito e avrei tutelato i miei figli e la loro sicurezza, anche se avesse significato finire per strada.

Mia madre, oggi, ha cancellato tutto, in virtu' del fatto che deve salvaguardare la sua tranquillita', forse, cosi' come faceva allora. Per salvaguardare la sua tranquillita', ha preferito che soffrissimo noi, che soffrissi io e che per una vita, mi portassi dentro ferite per cui non sono responsabile. E ancora oggi, continua con lo stesso atteggiamento. Ma poi fa la sconvolta quando mio marito punisce i miei figli a volte in maniera stravagante - ma mai violenta - come quando ha tolto il privilegio ad uno dei ragazzi di dormire sul materasso comodo e il materasso e' finito in giardino.

Allora, quando la mia famiglia - soprattutto mio fratello Luca - entra a casa mia e ricrea quegli stessi atteggiamenti di tensione tipici di mio padre - urla, bestemmie, lamentele per qualsiasi aspetto della vita - al cospetto dei miei figli, mio marito e me, non posso fare altro che reagire male. Per quanto voglia contenermi, a un certo punto la situazione diventa insostenibile. Mia madre resta la muta di sempre, mentre io devo farmi carico dell'imbarazzante compito di "correggere" le cose.

E allora, non mi resta altro che demolire tutta la struttura della casa della mia infanzia, ripulire tutto  e ricostruire da capo, pietra su pietra per cercare di creare qualcosa di piu' stabile e duraturo.


Purtroppo, la mia famiglia non capisce questo concetto: si soffermano sul fatto che non si possono cancellare le proprie origini e che non ci sia spazio per cambiamenti e miglioramenti - perche'" siamo fatti cosi', punto e basta". Strano... perche' lo stesso mio padre - uomo rozzo- alla fine dei suoi anni, aveva capito l'importanza di migliorarsi e di liberarsi del pesante bagaglio di generazioni passate.





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