Saturday, February 28, 2015


Mamma,

Cosa pensavi quando tuo marito ti ha lasciata in macchina ed e' corso nel cortile dalla nonna Lucia, perche' vedendomi piangere, seduta sul gradino della porta, decise che la punizione giusta per una ragazzina di undici anni - che piangeva per essere lasciata l'ennesimo sabato senza madre - sarebbe stata massacrarla di botte? E quando quella stessa bambina dovette inventarsi la scusa di essere caduta su una barca per giustificare a scuola il lividone sulla fronte?

Cosa pensavi quando ti raccontavamo che papa', in balia della pazzia (?) ci aveva fatto mettere in fila, fatti togliere le magliette e frustrato le nostre schiene, uno ad uno (avevamo piu' o meno dodici e nove anni) perche' avevamo interrotto il suo sonno pomeridiano. Oppure quando, per lo stesso motivo, ci chiudeva fuori la porta o fuori il balcone in mutandine e maglietta?

Cosa pensavi quando ti raccontavamo che spegneva le sigarette sulle gambe di Luca o quando lo riempiva di botte perche' ancora piccolo, ogni tanto faceva la cacca sotto?

Cosa pensavi quando tuo marito tornava a casa con giornaletti pornografici e li "nascondeva" in posti facilimente individuabili anche da noi?

Cosa pensavi quando venni a raccontarti che mi aveva portato con lui in una delle sua scappatelle "romantiche" (avevo tra 5 e 7 anni).

Cosa pensavi quando chiedevo in continuazione di rimanere dalla nonna? Ti domandavi il perche'?


Potrei raccontare tanti episodi simili, ma mi fermo.

Forse, allora, non volevi ascoltare? Forse, eri vittima della paura, a causa di reazioni simili che tuo marito aveva su di te. Forse, era piu' facile ignorare e far finta di niente, rifugiarsi nel lavoro, in un mondo diverso - difficile, ma diverso.

Ma, quando qualche settimana fa, ti ho detto degli abusi sessuali su di me da parte di mio padre e tuo marito, tu cosa hai pensato? Hai di nuovo preferito non sentire e non vedere? Ma perche'? Hai ancora paura di lui? Di cosa hai paura?

Cara mamma, io non posso dimenticare tutto il male che mi e' stato fatto, perche' era di natura cosi' diabolica che cancella automaticamente ogni bene che ci sia potuto essere. E tu, non puoi permetterti adesso di voler mettere a tacere i miei sentimenti, soprattutto dopo quello che ti ho detto di recente. Tu, come donna e come moglie, puoi scegliere di vivere i tuoi sentimenti come meglio preferisci, d'altronde il marito te lo eri scelto tu e, secondo cio' che professi, se si tratta di vero amore, bisogna essere pronti a perdonare. Ma mio padre non era mio marito e io non ricordo di averlo scelto. Ogni giorno mi sforzo di perdonarlo e di dimenticare, ma quando tu e i miei fratelli volete farmi credere che l'unica ad avere ferite sia io e che si tratta di qualcosa di ridicolo ed immaturo, mi dispiace, ma io davvero non posso. I giornali e la tv, oggi, sono pieni di queste storie. La gente ha il coraggio di denunciarle e la gente ha il coraggio di condannare, sia a parole sia con pene serie. Tu guardi questi programmi, li ascolti di frequente. I commenti li fai tu e li fanno i miei fratelli : "Ma che animali!"

Io non ho nessun problema a mostrare le mie ferite, a parlarne e a condividerle.  Ma il mio istinto di autodifesa, mi impone di non poter accettare la reincarnazione di fantasmi per riaprirle.
Mamma, io ho smesso di vivere con i fantasmi. Non ne voglio piu'.

Ho problemi reali da affrontare, da quelli di salute a come provvedere ed essere presente nella vita dei miei figli e di mio marito.

L'ultima cosa che mi serve e' avere accanto madre e fratelli che si comportano come se nulla fosse successo mai, che riportano nella mia vita e nella mia casa situazioni e stati d'animo che mi hanno fatto stare male per anni.

Infine, vorrei concludere con delle osservazioni per i miei fratelli:

Cari fratelli,

vorrei chiarire delle cose una volta e per tutte:

Io non ho scelto di venire a studiare in America. Mi e' stato imposto. I motivi che io individuo sono ben diversi dai motivi a cui superficialmente volete pensare voi: io sono convinta che papa' volesse allontanarmi da se stesso, rendendosi conto di quanto mi stava facendo male. (leggete quello che ho scirtto a mamma - ormai non ci sono piu' segreti).  Il futuro migliore, un'opportunita' in piu' sono una bella storia da raccontare. Quando mi dite che si ritrovava a piangere xche' economicamente non ce la faceva - posso crederci. Ma vi invito anche a pensare che, in cuor suo, c'era di piu'. Soprattutto, tanti rimorsi. E vi invito a pensare a tutti i pianti che mi sono fatta io, nella mia solitudine.

Se avessi saputo, allora, che mio fratello o i miei fratelli contribuivano a  mantenermi agli studi, vi assicuro che avrei smesso subito e avrei preso un'altra direzione.

Mi dispiace fare questo, ma a voi a cui piace parlare di soldi, parlo di soldi. Non mi piace farlo, mi ripugna. Non mi piace rinfacciare soldi. Ma se mi vengono rinfacciati, non posso non fare altrettanto.
A gennaio del 1993, ho iniziato l'universita': all'epoca costava $3,000 dollari al semestre, incluso vitto e alloggio. Il primo semestre l'ho pagato per intero. Poi, ho avuto borse di studio per coprire meta' della retta. Se faccio i calcoli per un totale di 4 semestri, arrivo a $7,500 dollari. Possiamo dire senza dubbio, che a quelli se ne siano aggiunti migliaia in piu', per spese varie piu' i costi di spostamenti aerei. Fate il conto voi: 15,000? 20,000?

Allora, voglio chiarire per la prima e l'ultima volta che i miei debiti con voi e mio padre  li ho estinti quando l'ho sepolto al cimitero di Grove St. a Medford e quando ho affrontato le spese del funerale. E li ho piu' che estinti ogni volta che mio marito ha messo le mani in bocca ad ognuno di voi, a papa' stesso e a mamma. Quindi, per favore, chiudiamo questo argomento una volta e per tutte. Mi dispiace non potervi restituire il tempo "rubatovi". Se potessi lo farei.

Allora, adesso che per l'ennesima volta ho messo in terra le mie carte, sentitevi tutti liberi di trarre le vostre conclusioni. Piu' che altro, vi invito ad avere un atto di riguardo per la parte piu' sacra di voi stessi e di onorarla, scoprendo anche voi le vostre ferite e mettendo a nudo anche voi la vostra rabbia, i vostri sentimenti calpestati e vostri sogni infranti.

Si mio padre sara' sempre mio padre, ma il modo in cui mi ha ferita non posso dimenticarlo. Se voi potete metterlo a tacere, allora siete piu' avanti di me. Ma se avete bisogno ancora di giustificarvi a lui e di vivere la vs. vita in sua virtu', allora, non saprei.


Grazie per il tempo dedicatomi.








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