Tuesday, November 17, 2015

Evil and children in the last days

2Ne 30:14

Immages of children interacting with evil in the last days

Wednesday, November 4, 2015

Charity

2:nephi 26:30
Charity is a commandment. Charity is love. Without charity we are nothing. If we have charity we will not allow the laborers in Zion to perish. If the laborer in Zion works for money, he will perish.

Christ's charity is manifested in the fact that He does not refuse anyone who comes to him (33, 28) white, black, slave or free, make and female.We are all equal in his sight.
Also, he does nothing that is not clear to men (33)

Deep sleep

Deep sleep

2:Ne 27:5
All those Who commit iniquity will be put in a deep sleep. Because they have closed their eyes and rejected the prophets and because of their iniquity, God has offuscated their governors.

Adam is also put in a deep sleep when Eve is created.

It seems that the deep sleep has to happen for something greater to take place ( Eve's creation and the coming forth of the Book of Mormon).

Thursday, October 29, 2015

Semplicità

La  mia anima si diletta nella semplicità verso il mio popolo, affinché possano imparare. 2 Ne 25:4

Sembra che la chiave x istruire coloro che cercano Cristo sia di mantenere la semplicità delle cose per facilitare l'apprendimento.
A testimonianza di questo, si nota come le lezioni nei rioni o rami in cui la chiesa è giovane o nei rami di lingua, gli insegnamenti sono abbastanza basilari e semplici. 
Altrove, sembra che si sia perso il senso della semplicità e che ci sia quasi una gara non dichiarata per mostrare quanto accademici si è diventati...

Ma cosa succede nei cuori di chi ascolta quelle lezioni?
Personalmente, mi sento istigata ad approfondire le mie conoscenze, ma non necessariamente a vivere il Vangelo nella sua semplicità.

Friday, March 27, 2015

Rinnovare Casa

Quando in eta' adulta si crea la propria casa, lo si vorrebbe farlo cercando di ricreare la casa della propria infanzia, per ricreare quei momenti di dolcezza e uno spazio in cui ci si sentiva sicuri e amati.
A volte aggiungiamo a questo spazio nuove abitudini e nuove idee che abbiamo acquisito strada facendo, per arricchire ancora di piu' l'eseperienza. Altre volte, invece, e' necessario demolire tutto e  ricostruire tutto da zero. Questi sono i casi in cui i ricordi dell'infanzia sono caratterizzati dall'assenza di uno spirito positivo, dalla presenza di situazioni violente e da uno stato generale di insicurezza ed incertezza.

Questo e' stato il mio caso - o almeno io l'ho percepito cosi'. E se l'ho percepito cosi' - essendo bambina - non so quanto sia stato colpa mia. Vivevo in uno stato di terrore: se non portavo a termine i compiti affidatomi nella maniera desiderata da mio padre, le conseguenze erano punizioni corporali e abusi verbali Se ci comportavamo da bambini quali eravamo, mentre lui dormiva, venivamo picchiati, messi alla porta in mutande e magliette, chiusi fuori il balcone. La domenica pomeriggio, quando tutti i negozi erano chiusi, i miei riposavano al pomeriggio. Avevano i loro rapporti e poi mio padre si svegliava, mi chiamava  e pretendeva che scendessi a comprargli acqua minerale, perche' aveva sete dopo le sue "fatiche". Avevo poco piu' di otto anni quando questo inizio' a sucedere. Non era semplice andare a trovare un posto aperto che vendesse acqua minerale... ma dovevo farlo e in un preciso arco di tempo, altrimenti, erano guai.

In tutto questo, mia madre non si e' mai schierata a nostra / mia difesa. Era completamente muta. Compiacente o vittima? Non saprei. Ma come madre, oggi, posso dire che se fossi stata in lei, mi sarei schierata contro le pazzie di mio marito e avrei tutelato i miei figli e la loro sicurezza, anche se avesse significato finire per strada.

Mia madre, oggi, ha cancellato tutto, in virtu' del fatto che deve salvaguardare la sua tranquillita', forse, cosi' come faceva allora. Per salvaguardare la sua tranquillita', ha preferito che soffrissimo noi, che soffrissi io e che per una vita, mi portassi dentro ferite per cui non sono responsabile. E ancora oggi, continua con lo stesso atteggiamento. Ma poi fa la sconvolta quando mio marito punisce i miei figli a volte in maniera stravagante - ma mai violenta - come quando ha tolto il privilegio ad uno dei ragazzi di dormire sul materasso comodo e il materasso e' finito in giardino.

Allora, quando la mia famiglia - soprattutto mio fratello Luca - entra a casa mia e ricrea quegli stessi atteggiamenti di tensione tipici di mio padre - urla, bestemmie, lamentele per qualsiasi aspetto della vita - al cospetto dei miei figli, mio marito e me, non posso fare altro che reagire male. Per quanto voglia contenermi, a un certo punto la situazione diventa insostenibile. Mia madre resta la muta di sempre, mentre io devo farmi carico dell'imbarazzante compito di "correggere" le cose.

E allora, non mi resta altro che demolire tutta la struttura della casa della mia infanzia, ripulire tutto  e ricostruire da capo, pietra su pietra per cercare di creare qualcosa di piu' stabile e duraturo.


Purtroppo, la mia famiglia non capisce questo concetto: si soffermano sul fatto che non si possono cancellare le proprie origini e che non ci sia spazio per cambiamenti e miglioramenti - perche'" siamo fatti cosi', punto e basta". Strano... perche' lo stesso mio padre - uomo rozzo- alla fine dei suoi anni, aveva capito l'importanza di migliorarsi e di liberarsi del pesante bagaglio di generazioni passate.





Saturday, February 28, 2015


Mamma,

Cosa pensavi quando tuo marito ti ha lasciata in macchina ed e' corso nel cortile dalla nonna Lucia, perche' vedendomi piangere, seduta sul gradino della porta, decise che la punizione giusta per una ragazzina di undici anni - che piangeva per essere lasciata l'ennesimo sabato senza madre - sarebbe stata massacrarla di botte? E quando quella stessa bambina dovette inventarsi la scusa di essere caduta su una barca per giustificare a scuola il lividone sulla fronte?

Cosa pensavi quando ti raccontavamo che papa', in balia della pazzia (?) ci aveva fatto mettere in fila, fatti togliere le magliette e frustrato le nostre schiene, uno ad uno (avevamo piu' o meno dodici e nove anni) perche' avevamo interrotto il suo sonno pomeridiano. Oppure quando, per lo stesso motivo, ci chiudeva fuori la porta o fuori il balcone in mutandine e maglietta?

Cosa pensavi quando ti raccontavamo che spegneva le sigarette sulle gambe di Luca o quando lo riempiva di botte perche' ancora piccolo, ogni tanto faceva la cacca sotto?

Cosa pensavi quando tuo marito tornava a casa con giornaletti pornografici e li "nascondeva" in posti facilimente individuabili anche da noi?

Cosa pensavi quando venni a raccontarti che mi aveva portato con lui in una delle sua scappatelle "romantiche" (avevo tra 5 e 7 anni).

Cosa pensavi quando chiedevo in continuazione di rimanere dalla nonna? Ti domandavi il perche'?


Potrei raccontare tanti episodi simili, ma mi fermo.

Forse, allora, non volevi ascoltare? Forse, eri vittima della paura, a causa di reazioni simili che tuo marito aveva su di te. Forse, era piu' facile ignorare e far finta di niente, rifugiarsi nel lavoro, in un mondo diverso - difficile, ma diverso.

Ma, quando qualche settimana fa, ti ho detto degli abusi sessuali su di me da parte di mio padre e tuo marito, tu cosa hai pensato? Hai di nuovo preferito non sentire e non vedere? Ma perche'? Hai ancora paura di lui? Di cosa hai paura?

Cara mamma, io non posso dimenticare tutto il male che mi e' stato fatto, perche' era di natura cosi' diabolica che cancella automaticamente ogni bene che ci sia potuto essere. E tu, non puoi permetterti adesso di voler mettere a tacere i miei sentimenti, soprattutto dopo quello che ti ho detto di recente. Tu, come donna e come moglie, puoi scegliere di vivere i tuoi sentimenti come meglio preferisci, d'altronde il marito te lo eri scelto tu e, secondo cio' che professi, se si tratta di vero amore, bisogna essere pronti a perdonare. Ma mio padre non era mio marito e io non ricordo di averlo scelto. Ogni giorno mi sforzo di perdonarlo e di dimenticare, ma quando tu e i miei fratelli volete farmi credere che l'unica ad avere ferite sia io e che si tratta di qualcosa di ridicolo ed immaturo, mi dispiace, ma io davvero non posso. I giornali e la tv, oggi, sono pieni di queste storie. La gente ha il coraggio di denunciarle e la gente ha il coraggio di condannare, sia a parole sia con pene serie. Tu guardi questi programmi, li ascolti di frequente. I commenti li fai tu e li fanno i miei fratelli : "Ma che animali!"

Io non ho nessun problema a mostrare le mie ferite, a parlarne e a condividerle.  Ma il mio istinto di autodifesa, mi impone di non poter accettare la reincarnazione di fantasmi per riaprirle.
Mamma, io ho smesso di vivere con i fantasmi. Non ne voglio piu'.

Ho problemi reali da affrontare, da quelli di salute a come provvedere ed essere presente nella vita dei miei figli e di mio marito.

L'ultima cosa che mi serve e' avere accanto madre e fratelli che si comportano come se nulla fosse successo mai, che riportano nella mia vita e nella mia casa situazioni e stati d'animo che mi hanno fatto stare male per anni.

Infine, vorrei concludere con delle osservazioni per i miei fratelli:

Cari fratelli,

vorrei chiarire delle cose una volta e per tutte:

Io non ho scelto di venire a studiare in America. Mi e' stato imposto. I motivi che io individuo sono ben diversi dai motivi a cui superficialmente volete pensare voi: io sono convinta che papa' volesse allontanarmi da se stesso, rendendosi conto di quanto mi stava facendo male. (leggete quello che ho scirtto a mamma - ormai non ci sono piu' segreti).  Il futuro migliore, un'opportunita' in piu' sono una bella storia da raccontare. Quando mi dite che si ritrovava a piangere xche' economicamente non ce la faceva - posso crederci. Ma vi invito anche a pensare che, in cuor suo, c'era di piu'. Soprattutto, tanti rimorsi. E vi invito a pensare a tutti i pianti che mi sono fatta io, nella mia solitudine.

Se avessi saputo, allora, che mio fratello o i miei fratelli contribuivano a  mantenermi agli studi, vi assicuro che avrei smesso subito e avrei preso un'altra direzione.

Mi dispiace fare questo, ma a voi a cui piace parlare di soldi, parlo di soldi. Non mi piace farlo, mi ripugna. Non mi piace rinfacciare soldi. Ma se mi vengono rinfacciati, non posso non fare altrettanto.
A gennaio del 1993, ho iniziato l'universita': all'epoca costava $3,000 dollari al semestre, incluso vitto e alloggio. Il primo semestre l'ho pagato per intero. Poi, ho avuto borse di studio per coprire meta' della retta. Se faccio i calcoli per un totale di 4 semestri, arrivo a $7,500 dollari. Possiamo dire senza dubbio, che a quelli se ne siano aggiunti migliaia in piu', per spese varie piu' i costi di spostamenti aerei. Fate il conto voi: 15,000? 20,000?

Allora, voglio chiarire per la prima e l'ultima volta che i miei debiti con voi e mio padre  li ho estinti quando l'ho sepolto al cimitero di Grove St. a Medford e quando ho affrontato le spese del funerale. E li ho piu' che estinti ogni volta che mio marito ha messo le mani in bocca ad ognuno di voi, a papa' stesso e a mamma. Quindi, per favore, chiudiamo questo argomento una volta e per tutte. Mi dispiace non potervi restituire il tempo "rubatovi". Se potessi lo farei.

Allora, adesso che per l'ennesima volta ho messo in terra le mie carte, sentitevi tutti liberi di trarre le vostre conclusioni. Piu' che altro, vi invito ad avere un atto di riguardo per la parte piu' sacra di voi stessi e di onorarla, scoprendo anche voi le vostre ferite e mettendo a nudo anche voi la vostra rabbia, i vostri sentimenti calpestati e vostri sogni infranti.

Si mio padre sara' sempre mio padre, ma il modo in cui mi ha ferita non posso dimenticarlo. Se voi potete metterlo a tacere, allora siete piu' avanti di me. Ma se avete bisogno ancora di giustificarvi a lui e di vivere la vs. vita in sua virtu', allora, non saprei.


Grazie per il tempo dedicatomi.